giovedì 16 gennaio 2014

Che grande bellezza!



Fin dai primi minuti, fin dalle prime scene il film si mostra in tutta la sua grandezza e maestosità. Paolo Sorrentino realizza perfettamente lo scenario di una società e di una Roma ormai decadente e sembra riuscirci proprio grazie all’imponenza e alla forza delle immagini, alla colonna sonora di Lele Marchitelli che incanta e stordisce.
La Roma descritta non è più la città eterna di Federico Fellini degli anni ’80, ma uno scenario completamente diverso, dove tutto sembra effimero, un trionfo di colori e al contempo un’esplosione di oscurità.
“ Il viaggio che c’è dato è interamente immaginario. Ecco, la sua forza va dalla vita alla morte; uomini, bestie, città e cose: è tutto inventato.”
E’ da qui che parte l’autore, da una frase tratta da Viaggio al termine della notte di Céline, per dare avvio alla narrazione della storia di Jep, protagonista interpretato da un affascinante, coinvolgente e strepitoso Toni Servillo.Jep Gambardella è uno scrittore che ha pubblicato soltanto un’opera “ L’apparato umano “ perché come lui stesso afferma “ Roma ti deconcentra” .
Si circonda di belle donne come Ramona,(Sabrina Ferilli) di feste mondane ma a sessantacinque anni non può più perdere tempo a fare cose che non gli va di fare. La grande bellezza ha dato la possibilità a Toni Servillo di mostrarsi in tutta la sua genialità. Jep è un uomo critico, perfettamente consapevole di ciò che lo circonda, capace di giudicare tutto e tutti, che non ha paura di dire ciò che pensa come fa con Stefania (Isabella Ferrari) egocentrica scrittrice radical chic.
Ed una notte proprio tornando da uno di quei salotti incontra il marito ormai vedovo di Elisa, l’unica donna che abbia mai amato.
E’ questo il primo episodio che sembra sconvolgere il protagonista.
Ma sarà poi l’incontro con la Santa, suora missionaria, che lo porterà ad una riflessione lunga e laconica sulla sua vità e su ciò che lo circonda.
“…questa è la mia vita:il nulla.Flaubert voleva scrivere un romanzo sul nulla e non c’è riuscito: dovrei riuscirci io?!”.
Feste trash, caratterizzate da una dilagante vacuità e povertà di contenuti, che relegano Jep in uno stato di passività e di noluntas, si contrappongono ad una Roma onirica, con i suoi colori, le sue luci, la sua opulenza, le sue antiche rovine e popolata da un senso di nostalgia.
Ho visto questo film il giorno che è uscito nelle sale, dopo una lunga fila al botteghino, per poi rivederlo ancora e ancora.
A mio avviso: un capolavoro; ha vinto 4 premi agli European Film Awards, un Golden Globe come miglior film straniero ed è candidato agli Oscar. Pellicola che ha spaccato il pubblico ma che è stato apprezzata molto più all’estero piuttosto che in Italia. E’ una rappresentazione per certi versi dura da accettare ma è anche un dipinto del nostro paese, un Paese che incanta per la sua bellezza e per la sua magia.
Paolo Sorrentino a mio avviso ha reso onore al cinema italiano, lasciando il suo pubblico senza parole spingendolo a riflettere, catapultandolo dapprima quasi in un’altra dimensione dove l’unica cosa importante sembra essere la mondanità, per poi riportarlo davanti alla cruda realtà.
Il mio personale giudizio è più che positivo, lo reputo davvero un capolavoro e come tale secondo me merita di essere visto.
                                                                                                             -Federica .








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