mercoledì 29 gennaio 2014

Ansia.

Secondo Wikipedia è uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno a un stimolo specifico immediatamente individuabile. 
Giusto. Io ne sono assolutamente affetto. Chiedete pure ai miei amici e parenti, ognuno di loro potrà confermarvelo. Non riesco a smettere di meravigliarmi di come non ne possano essere affetti tutti gli altri. Il mondo sarebbe migliore se tutti soffrissimo di questo comune disturbo. Non esisterebbero i ritardatari, non esisterebbero le pieghe dei vestiti e i visi sporchi dei neonati, non ci sarebbero le persone con i denti gialli e soprattutto: tutti rispetteremmo gli impegni. E quando parlo di impegni, intendo “impegni”. So che per molti di voi questa sia una parola assolutamente sconosciuta e senza senso, ma si: esistono.
Adesso mi chiedo: ma come fa la gente a non essere ansiosa? Io tendenzialmente impazzisco o sudo freddo. Gli impegni riempiono la mia mente, in un palinsesto scandito al secondo che va rispettato fino al millesimale. Però, chissà perché io rispetto ogni impegno. Gli altri no. La verità è che più io perderò tempo a compatire gli altri, più loro lo perderanno per compatire me stesso.  Perché sebbene io non riuscirò mai a superare questo “ disturbo” ormai ci convivo quasi fosse un privilegio,  ma questo è un privilegio unicamente in funzione e per gli altri, meno che per me. Ogni volta che rispetterò l’orario ( e quando dico “ rispetterò” intendo “anticiparlo con abbondanti minuti di anticipo”) soltanto io avrò fatto le corse e avrò cercato di spaccare il cronometro, mentre gli altri si saranno semplicemente goduti la scena aspettando come meglio sanno fare. Quando le sveglie del mio cellulare intoneranno gli orari della mia giornata ( “svegliati”, “bevi il thè”, “pubblica il post”,etc..) e io li posporrò di volta in volta perché non vorrò rischiare di dimenticare che le sveglie mi hanno ricordato qualcosa, gli altri si sbellicheranno dalle risate mentre io sarò l’unico ad aver preso sul serio ( ma che dico, SERISSIMO) quelle sveglie. E infine all’esame, quando il mio cuore impazzirà minacciando seriamente un infarto, rischierò soltanto io di vedere compromesse ore e ore di studio e il mio esame, mentre gli altri cd.’’posa-piano’’ avranno quasi certamente una carta in più sulla quale contare: la calma. 
Probabilmente questo soliloquio sull’ansia potrebbe sembrare banale, o un tappabuchi per un post che non c’è stato.. la verità è che questa realtà che mi attanaglia è comune a più gente di quanto pensiate, un disturbo contro il quale ognuno dovrebbe lottare nella speranza di sedarlo finanche debellarlo. E i metodi per farlo possono solo essere tisane rilassanti e caldi,lunghi e profondi respiri prima di ogni mossa. Soprattutto i profondi respiri non vanno sottovalutati. Lottare, respirare profondamente e bere tisane sono tutti ottime soluzioni che vi consiglio ma la parola “soluzione” è inesatta perché niente di tutto ciò potrà avere un risultato appagante per la mente e lo spirito. Siamo fatti così e niente potrà mai cambiare questo stato d’animo. Dovremmo semplicemente convivere con questo disturbo, o privilegio, o difetto per le persone che ci sopportano. Magari ci rideremmo un po’ su, ma tutti insieme stavolta, pensando a quante cose buffe siamo capaci di fare se sotto stress, o alle gaffe seguite da impulsi incontrollabili del nostro, vero, IO. 
-Stefano

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